Era il 1989…

Nascita e storia dell’associazione

LA PRIMA FASE: CENTRO DI SOLIDARIETA’ POLESANO

Nel settembre del 1989 un gruppo di persone si trova a rispondere ad un appello fatto in chiesa: “la tossicodipendenza colpisce anche il nostro territorio, possiamo fare qualcosa? Incontriamoci!”. In quell’appello ha origine l’Associazione La Tenda!

Dopo un anno di incontri, approfondimenti sul tema della tossicodipendenza e formazione specifica sul programma “Progetto Uomo” del Ce.I.S. di Don Mario Picchi, quel gruppo si costituisce come Associazione di Volontariato “Centro di Solidarietà Polesano (CSP)” con l’obiettivo di avere sempre una finestra aperta sul Polesine e alle sue modalità di disagio ed emarginazione, per proporre una risposta educativo-terapeutica, principalmente per contrastare il fenomeno della tossicodipendenza. L’associazione è senza scopo di lucro, apartitica, apolitica ed ha finalità esclusivamente umanitarie. E’ costituita da persone che, senza distinzione di classe, di censo, di sesso, di appartenenza ideologica o religiosa, desiderano tradurre in impegno concreto il loro senso morale e civile.

1993 – LA PRIMA COMUNITA’ TERAPEUTICA DEL POLESINE

Nel 1992 l’Associazione, che già gestisce due strutture di appoggio per l’accoglienza residenziale, ottiene in comodato d’uso dal Comune di Lendinara, che fin dall’inizio l’ha sempre supportata, un immobile che, ristrutturato grazie a volontari e sostenitori, nel 1993 diventa sede legale e centro diurno della prima Comunità terapeutica del Polesine! Prosegue la sua attività per due anni, ma si vede costretta a chiudere temporaneamente i battenti: stava risvegliando troppo il Polesine, da sempre considerata “l’isola felice” del Veneto.

IL PROGETTO TENDA

Alla luce dell’esperienza maturata e della conoscenza del territorio, l’Associazione ridisegna la propria azione di intervento nel “Progetto Tenda” che congloba la realtà del disagio in generale e non solo della tossicodipendenza: riapre l’accoglienza anche ad altre forme di disagio, ad altri “Gesù alla porta” che bussano. L’associazione, seppur laica, ha un’anima cristiana aperta all’accoglienza di ogni persona senza distinzione di classe, di razza, di sesso, di appartenenza ideologica o religiosa: l’attenzione è alla persona, a quelli che la società definisce gli “ultimi” ma che per noi sono i “primi”.

Il progetto richiama il valore ed il senso della “Tenda” intesa come:

  1. Una casa: un ambiente vitale che offre la possibilità di approfondire il proprio “senso di vita”, di riprendere in mano la propria esistenza e darle una direzione.

  2. Un luogo: il territorio e l’attenzione ai bisogni emergenti.

  3. Una modalità: il “nomadismo” come cammino educativo che porta la persona alla ricerca di se stessa: l’educazione non è “assistenzialismo” (un dare) ma “solidarietà” (un far muovere, un ricercare, un portare a guadagnarsi le cose).

  4. Un lavoro: lo strumento operativo per vivere la mentalità solidale e non assistenziale: il mezzo di sostentamento, di realizzazione, di scoperta delle proprie capacità e potenzialità.

Chi entra nella Tenda è accolto non perché ha un problema da risolvere ma perché porta dentro di sé un progetto da realizzare per la propria vita e vuole condividerne le fatiche e le gioie, gli aiuti e le speranze con gli altri.

Alla base del Progetto Educativo ci sono persone che hanno scelto di vivere il volontariato come stile di vita, ponendosi come “fratelli maggiori” accanto ai ragazzi “disagiati”, per essere educatori e modelli di vita.

1997 – LA COLLABORAZIONE CON IL COMUNE DI VENEZIA

Nel 1997 iniziano le prime collaborazioni con il Comune di Venezia per accoglienze di situazioni di disagio particolari. Dal 2021 viene chiesto all’associazione di dedicare la sua accoglienza alle donne vittime di tratta e di sfruttamento. Una sfida, una finestra aperta su una nuova realtà!

Lo studio delle leggi e del fenomeno sia affiancano a tre anni di tirocinio sul campo per poter essere iscritti al Registro degli Enti Attuatori dei programmi di protezione sociale per gli immigrati sotto la supervisione del Comune di Venezia ed entriamo a far parte del Coordinamento Triveneto.

Sono anni intensi, ricchi di incontri di formazione, ma soprattutto di umanità che ci fanno crescere non solo su fenomeni purtroppo molto presenti sul territorio italiano, la tratta e lo sfruttamento, ma anche come volontari e operatori che si trovano a relazionarsi e confrontarsi con culture e lingue diverse. Nella difficoltà delle vite che incontriamo troviamo la gioia di condividere il nostro tempo, ma soprattutto le nostre vite e di crescere in nuove modalità di incontro.

2003 – FAMIGLIE AFFIDATARIE PER MINORI IN DIFFICOLTA’

Dal 2003, sempre su richiesta del Comune di Venezia, costituiamo un piccolo gruppo di famiglie affidatarie a Mestre, formate e preparate ad accogliere minori in difficoltà sia italiani che stranieri. Questa esperienza ci porta a creare un gruppo anche a Lendinara nel 2006 per minori stranieri e ad aprire successivamente l’accoglienza anche a loro. L’esperienza non si colloca né come comunità per minori né come famiglie affidatarie a titolo personale, bensì come “terza via” che permette di far decantare situazioni che non è possibile affrontare immediatamente né con la comunità né con una famiglia.

2004 – LA TENDA ONLUS – TRATTA E SFRUTTAMENTO

Nel 2004 l’associazione cambia nel 2004 il nome in “La Tenda onlus” e ottiene l’iscrizione alla Seconda Sezione del Registro Nazionale degli enti e delle associazioni che svolgono attività in favore degli immigrati ai sensi del DPR 394/99. Pur mantenendo la collaborazione con il Comune di Venezia, comincia a realizzare i suoi primi progetti sulla tratta e sullo sfruttamento sul territorio polesano che non vive direttamente il fenomeno dello sfruttamento sulla strada bensì l’esistenza di un “mercato del sesso” diffuso in luoghi chiusi. L’associazione istaura relazioni con i vari centri di ascolto del territorio e diventa antenna e punto di riferimento per le Forze dell’ordine ed i servizi sociali e realizza uno specifico progetto per migliorare i suoi interventi e le sue azioni (Con-tatto: donne in corsa 2006)

L’Associazione si fa promotrice di iniziative atte a provocare il territorio al fine di portare sia i giovani che le famiglie a dialogare e confrontarsi fra loro a partire dalla situazione stessa del territorio. In questi ultimi anni ha realizzato due convegni articolati in quattro momenti di incontro-confronto ciascuno “Educare a” e “La vita è una sfida: vivila!” che hanno affrontato tematiche come politica, volontariato, associazionismo, morte, storia, immigrazione.

Non sono mancate attività di aggregazione per giovani e non solo, manifestazioni come “Concedi un ballo alla solidarietà”, “Jam Session” che partivano dalla musica per fermarsi a riflettere su se stessi e promuovere l’attività della associazione stessa.

2008 – PROGRAMMI DI PROTEZIONE SOCIALE

Dal 2008 l’associazione attiva i programmi di protezione sociale all’interno del progetto interprovinciale art. 18 D.Lgs. 286/98, che coinvolge le province di Rovigo, Venezia, Belluno, Treviso e Vicenza, con ente proponente il Comune di Venezia.

2014 – LA DISABILITA’

Nel 2014 l’Associazione inizia a confrontarsi con il mondo della disabilità, in particolar modo con la disabilità cognitiva. Diventa promotrice sul territorio del movimento Special Olympics, il più diffuso programma internazionale per l’inclusione sociale di persone con disabilità intellettiva attraverso la pratica di attività sportive. Venezia ospita i XXX° Giochi Nazionali Estivi Special Olympics Italia (pallacanestro, bocce, canottaggio, equitazione, golf, nuoto e tennis) ai quali partecipano circa 1400 atleti con disabilità intellettiva, provenienti da tutta Italia. La Tenda onlus organizza la tappa rodigina del Torch Run, evento che precede i Giochi e che li annuncia con il passaggio della torcia olimpica su tutto il territorio Veneto durante il mese di maggio. Il percorso di 42 chilometri da Badia Polesine a Rovigo coinvolge scuole, associazioni ed enti locali in un serie di attività durante l’intera giornata all’insegna dell’inclusione e della festa.

Organizza la X Convention Regionale Special Olympics sul territorio polesano. Occasione importantissima per promuovere la sensibilizzazione sul tema della disabilità e sulle opportunità di inclusione che lo sport offre alle persone con disabilità. (link)

Organizza successivamente convegni sul “Dopodinoi”, coinvolge studenti e scuole con concorsi e progetti per affiancare gli insegnanti nel sostegno agli alunni con bisogni specifici di apprendimento (link del concorso, video). Collabora con il CSV nel progetto Volontariato e Scuola e dal 2014 organizza un piccolo torneo di calcetto con i ragazzi disabili degli Istituti Riuniti di Ficarolo e gli studenti di un plesso scolastico di Badia Polesine. Nel 2017 organizza i Play the Games di nuoto Special Olympics (link).

2015 – LE CONVIVIALI

Dal 2015 l’Associazione rende appuntamento consolidato incontri conviviali periodici (ca 3 all’anno) con la presenza di tanti sostenitori dell’associazione, enti locali, forze dell’ordine; momenti che richiamano molte autorità del territorio polesano e creano possibilità di promozione e nascita di nuovi progetti insieme ad altre realtà sociali, in un’ottica di sinergia delle risorse presenti (link).

SINERGIE E NUOVI PROGETTI

Le sinergie portano alla realizzazione del progetto “Quando la quotidianità diventa melodia”, un percorso culturale itinerante sul territorio di riflessione su varie tematiche di interesse sociale (link). Segue il progetto intergenerazionale “Viaggio nel digitale: andata e ritorno” (link), in collaborazione con il Comune di Lendinara e varie realtà lendinaresi per far incontrare giovani e anziani  (sintesi e video) a seguito del quale dà avvio ad un centro anziani all’interno del progetto “Alleanza per le famiglie” , realizzato dai Comuni di Lusia, Lendinara, Fratta Polesine, Costa di Rovigo, Villanova del Ghebbo, San Bellino, Villamarzana e Pincara al fine di sviluppare politiche condivise per la conciliazione dei tempi di vita lavoro e agevolazioni a favore delle famiglie facenti parte l’Alleanza.

Sono anni ricchi di nuovi incontri e di nuove collaborazioni che aiutano anche le ospiti della comunità di accoglienza a conoscere e confrontarsi con altri realtà del territorio.

N.A.Ve. e N.A.V.I.G.A.Re.

Dal 2016 il progetto per l’attività antitratta e protezione si allarga, coinvolge tutte le province venete e diventa N.A.Ve. (Network Antitratta per il Veneto). In questi anni il progetto cresce enormemente e riesce a coinvolgere in tutte le province vari Enti sia del privato sociale, quali Cooperative, Associazioni, che del pubblico, quali FFOO, Direzioni del Lavoro, Aziende Sanitarie, Istituzioni Scolastiche, la stessa Regione Veneto che dal 2021 ne diventa l’ente proponente. Nel 2021 il progetto prende il nome N.A.V.I.G.A.Re. (Network Antitratta Veneto Intersezioni Governance Azioni Regionali) ed insiste su tutta la regione.

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