La bancherella natalizia

Nel 2021 la Pro Loco di Badia Polesine, assieme a Lego Land, ha organizzato la prima edizione dei Mercatini di Natale. Abbiamo colto l’occasione per partecipare ed esporre quanto creato durante l’anno nel nostro laboratorio artigianale, far conoscere la nostra associazione e portare nelle case un po’ delle storie delle utenti del nostro laboratorio, condividendo la solidarietà che caratterizza il Natale.

I carri di carnevale

OGNI ANNO UN CARRO, OGNI CARRO UN TEMA

È ormai tradizione che La Tenda ODV partecipi alla sfilata dei carri che si tiene ogni anno per le vie di Lendinara in occasione del carnevale.
Un appuntamento fisso per il quale ogni anno sviluppiamo un nuovo tema da condividere con la cittadinanza. Siamo sempre aperti alla collaborazione con altre associazioni perché più forze si uniscono più spettacolare risulta il carro.
In vista del carnevale il nostro laboratorio si trasforma in fucina di idee per proporre ogni anno nuove decorazioni. Assieme ai nostri soci scegliamo temi in grado di trasmettere importanti messaggi e farci riflettere attraverso i colori e il gioco, perché il carnevale, seppur organizzato dagli adulti, resta un momento dedicato ai bambini.

Ogni persona è come un giardino di fiori variegati che hanno bisogno, per vivere, di ricevere e di dare, così come il fiore riceve dall’ape l’impollinazione e a lei dà il nettare.
Ogni persona-giardino è come il GIRASOLE, simbolo dell’allegria, della gioia e del colore del sole; è pure come la MARGHERITA, simbolo della semplicità e come la CALLA che è simbolo dell’amicizia, della stima sincera e dell’ammirazione; è poi come il PAPAVERO segno della consolazione e come il TULIPANO che è la dichiarazione d’amore alla vita con piena e sincera onestà.
Nel grande giardino dell’umanità ogni persona ha bisogno di RUOTE per muoversi, i valori che vuole vivere, e di ALI, la spiritualità, che la alzano dai semplici bisogni umani per avere uno sguardo, una progettualità più ampia che abbraccia tutti e la proietta nel futuro.
Non vi è una persona-fiore migliore dell’altra: ogni fiore ha il suo colore, le sue caratteristiche, il suo profumo e questo insegna a noi che siamo differenti per distinguerci uno dall’altro e per non confonderci uno nell’altro.

In occasione dei 70 della Dichiarazione Universale dei Diritti umani.
Il 10 dicembre 1948, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
L’articolo 1 recita: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.”
Nessuno può privare o togliere la libertà, la dignità e l’uguaglianza perché non sono concessioni date da un’autorità o da uno Stato ma sono l’ESSENZA stessa della PERSONA e la nascita è il “PASSAPORTO” per usufruire di tali diritti.
Quest’anno si celebrano i 70 anni della Dichiarazione: questi diritti sono ancora attuali e validi come era intenzione nel 1948 oppure stanno andando “a carte 48”?

I colori danno gioia e calore e rendono e donano vita alle varie cose esistenti.

Come l’arcobaleno, sintesi e raccolta dei colori, è segno della varietà e della diversità, così le persone del nostro pianeta, nella varietà di razza, caratteri, culture, colori contribuiscono a creare la ricchezza della diversità che, se sappiamo coglierla, diventa un’opportunità e mai una problematicità.

Tutti i colori fatti girare in modo veloce vengono percepiti dall’occhio con il solo colore bianco: tutta l’umanità colorata e diversificata nasce dallo stesso colore bianco che è l’uguale dignità, nessuno può darla o toglierla in quanto è insista nella natura fin dalla nascita.

Sul carro c’è una LOCANDA dove ci si rifocilla con il latte dei valori ed il miele della speranza: dai propri valori nasce l’identità e questo genera la speranza di potercela fare e di costruire con gli altri.
Nella conoscenza della propria identità si diventa “OSPITE SPECIALE” per l’altro ma nella non conoscenza di questa si diventa “confusione totale” per l’altro.
L’ALBERO raffigura il “pronto soccorso”, l’”ospedale da campo” che contiene il valore della Condivisione nelle mani e piedi in movimento e nelle persone che si aiutano: condividere è aiutare a raccogliere i “propri pezzi” per continuare il cammino…è dare l’assistenza ma non assistenzialismo.
La FONTANA è la Gratuità: l’acqua scende e una parte va perduta ma qualcosa sempre arriverà, è il dare nell’amore senza possedere e senza appropriarsi.
La DISPENSA è la Solidarietà con la porta sempre aperta, solidarietà di non essere da soli, dell’essere in squadra…chi fa da sé deve faticare e lavorare per tre e si stanca.

Le conviviali

Per la sua presenza sul territorio da ormai quasi 30 anni, l’Associazione è riuscita negli ultimi anni a rendere appuntamento consolidato incontri conviviali periodici con la presenza di tanti sostenitori dell’associazione, amministratori di enti locali e forze dell’ordine, che diventano momenti di condivisione dell’avanzamento delle attività della stessa e che richiamano la presenza di molte autorità del territorio polesano nonché creano possibilità di promozione e nascita di nuovi progetti insieme ad altre realtà sociali, in un’ottica di sinergia delle risorse presenti sul territorio. Abbiamo visto mediamente la partecipazione di 100/150 persone ma nel 2019 abbiamo toccato il nostro record di 250!

In questi incontri si crea sinergia tra le realtà presenti, in particolare in questi anni hanno collaborato con noi i comuni e le pro loco di Bagnolo di Po, Canda, Lendinara, San Bellino, le associazioni Avis di Lendinara, l’associazione Faedesfa, Ugiali Diversamente, Ucid, la Polisportiva Qui Sport di Trecenta. I ricavati delle serate vengono devoluti di volta in volta per progetti diversi realizzati non solo da La Tenda ODV ma anche da altre Associazioni del territorio (Faedesfa, Uguali Diversamente).

La pesca di beneficienza

Ogni anno in occasione della fiera lendinarese di settembre la nostra associazione si unisce alle tante iniziative del periodo fieristico organizzando la pesca di beneficenza. A volte, ma non sempre, partecipiamo anche alla fiera d’ottobre a Rovigo.

Tra i tantissimi premi, troverete anche molti dei lavoretti fatti a mano con le ospiti della nostra struttura di accoglienza e i partecipanti al laboratorio formativo. Poter esporre quanto fatto con le proprie mani è sempre motivo di orgoglio per chi partecipa al laboratorio e la pesca ci permette di raccogliere fondi che a loro volta ci permettono di acquistare materiale per il laboratorio stesso. Il ricavato ci aiuta anche a sostenere progetti e la struttura di accoglienza, in base alle necessità che di anno in anno e di giorno in giorno si presentano.

Non abbiamo un posto fisso: per scoprire dove siamo controlla il nostro sito o la pagina Facebook, oppure chiamaci!

ALCUNE DELLE PRINCIPALI INIZIATIVE REALIZZATE NEGLI ANNI
  • Si realizza il corso di formazione ANDIAMOLE INCONTRO, rivolto per Mediatori culturali e Operatori volontari dell’unità di contatto, con la finalità di prepararli ad affrontare e gestire i contatti con persone che vivono in situazione di violazione di diritti umani. Lo studio del fenomeno dello sfruttamento sessuale sul territorio polesano evidenza in quegli anni un cambiamento tale da far cessare il fenomeno del pendolarismo presso la stazione ferroviaria di Rovigo a seguito di retate svolte dalla Polizia, mentre più rilevante diventa il fenomeno della prostituzione al chiuso. Molte le operazioni svolte sia dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Rovigo sia dalla Questura di Rovigo all’interno dei locali notturni, night, scambi di coppie, circoli privati, sia all’interno di appartamenti dove veniva esercitata la prostituzione. Le Associazioni coinvolte nel progetto hanno collaborato e partecipato alle operazioni svolte soprattutto dai Carabinieri del Comando Provinciale di Rovigo offrendo la propria collaborazione sia nei contatti con le possibili vittime che nell’offrire consulenza per le situazioni più particolari e complesse.

    E’ stata data attenzione anche il fenomeno dello sfruttamento lavorativo e rafforzati i rapporti con l’ispettorato del lavoro. L’associazione ha creato ad hoc volantini e biglietti in lingue diverse, da distribuire nelle varie azioni e ha messo a disposizione un numero di servizio attivo 24h/24h per consulenze ed eventuali interventi di emergenza, nonché un opuscolo per gli operatori sociali, i mediatori, le Forze dell’Ordine e quanti potrebbero trovarsi ad affrontare situazioni di tratta e sfruttamento, sulle possibilità offerte dal numero verde nazione sulla tratta e sullo sfruttamento, dall’art. 13 della L.228/03 (programmi di Pronta Assistenza per vittime di tratta e riduzione in schiavitù) e dall’art. 18 D.L.vo 286/98 (Programmi di Protezione Sociale per vittime di tratta e sfruttamento). Tramite questo progetto si è dato avvio a nuove modalità di emersione delle vittime.

  • Una serie di incontri a tema nati da una lettura sulla condizione giovanile del Polesine che vede giovani, e non solo, o iperimpegnati in mille attività concentrate sul fare ma che poco aiutano ad “educare”, oppure privi di ogni interesse; come famiglie che sono o chiuse in se stesse o impegnate a “fare” ma non a confrontarsi e condividere la loro esperienza. Il bisogno era la necessità di confrontarsi sul vero significato di volontariato inteso non come un “fare qualcosa per gli altri”, ma prima di tutto come capacità di ogni uomo di “essere qualcuno per se stesso e per gli altri”: volontariato fondato sui valori di solidarietà, gratuità, condivisione, accoglienza ed appartenenza.

    Il filo conduttore degli incontri “Educare a” è stata un’occasione per educare al Volontariato, ma anche un’opportunità per educare il Volontariato affinché non diventasse una “opera di eroi” o un “rifugio” dai propri problemi o un “sopperire” a mancanze istituzionali, ma affinché diventasse la riscoperta della naturale indole umana di essere “uomo con gli uomini” e “uomo che si completa nel servizio dato con gioia agli uomini”. E’ stata un’ulteriore provocazione per vivere il volontariato come stile di vita che impone alla persona la necessità di “Essere” più che di “Apparire”.

    1. Le occasioni di riflessioni proposte per Educare a:

    • all’Accoglienza: la famiglia quale generatrice di mentalità solidale e risorse e ruolo solidale della donna.

    • alla Politica: Il Volontariato nelle Politiche Sociali del Veneto e del Polesine.

    • alla Vita: il Volontariato come risposta alle problematiche giovanili

    • al Volontariato: il servizio all’uomo nella legalità e nell’orientamento della legislazione

    Illustri anche i relatori: d.ssa M.L. Coppola quale Assessore Regionale alle Pari Opportunità e Don Vanni Cezza come Direttore Diocesano dell’Ufficio della Famiglia; dott. S. Valdegamberi quale Assessore Regionale alle Politiche Sociali e la d.ssa Tiziana Virgili quale Assessore Provinciale alle Politiche Sociali; dott. S. Scanagatta, sociologo dell’Università di Padova e il direttore del CSV dott. Luca Dall’Ara; dott. M. Damato quale Presidente dell’Associazione “Bambini in emergenza ONLUS”, il dott. Iles Braghetto quale europarlamentare.

  • L’iniziativa proposta per due anni ha voluto essere un momento di svago, di intrattenimento e di aggregazione sociale attraverso la danza, ma soprattutto un’occasione per avvicinare giovani e non alle attività dell’associazione o comunque al volontariato.

  • In continuità al progetto “Educare a”, convinti che i cambiamenti della storia personale e della comunità passano attraverso le occasioni di conoscenza, confronto, apertura al dialogo e voglia di fare per costruire il bene comune, nasce questo progetto “La vita è una sfida: vivila!”

    Sono stati approfonditi i temi:

    La sfida dei giovani: Questa generazione spesso non ha domande, spesso manca di curiosità, spesso non ha né padri né maestri e non riesce a trasmettere ed esprimere i bisogni profondi inespressi. La sfida sta da parte del mondo degli adulti che deve saper trasmettere. relatore il prof. S. Scanagatta sociologo dell’Università di Padova

     La sfida dell’immigrazione: la sfida è nel “come” imparare a confrontarci con l’immigrazione e collaborare con essa in modo che “l’Io Italiano e il Tu Straniero diventino Noi”. L’uomo è emigrante per natura e bisogna aver chiaro che se si “cercano braccia arrivano persone” e la sfida è vedere e facilitare la convivenza evitando l’isolamento e l’assimilazione. Bisogna costruire una società “del fare e dell’amore”. dott. Pintore quale dirigente dell’Assessorato Regionale ai flussi migrator, il dott. F. Azzolini quale Presidente regionale A.Ge e moderatore Don Valentino Tonin, Direttore Regionale Triveneto “Migrantes”

     La sfida della storia: la storia è sfida perchè bisogna conoscere e interpretare i fatti e agire di conseguenza. Occorre conservare la memoria e fare esperienza. Lo Stato di Democrazia non potrà mai essere difeso se non dalla consapevolezza dei cittadini e non solo di Partiti, enti etc… La Storia “degli anni di piombo” ci insegna che se è stato fermato il terrorismo, nelle sue varie forme e identità, è frutto dell’applicazione della Legge e dell’aver agito secondo la Legge e dentro la Legge. dott. C. Ruberto, Procuratore della Repubblica di Bassano del Grappa e moderatore il Dott. Pier Luigi Bagatin, Direttore della Biblioteca comunale di Lendinara

    La sfida della legalità: quale il ruolo dell’associazionismo sul contrastare le forme di illegalità e promuovere invece la legalità in qualsiasi campo. Don Luigi Ciotti quale Presidente nazionale dell’Associazione “Libera e fondatore del “Gruppo Abele” e moderatore il dott. Giovanni Maria Pavarin, Magistrato di Sorveglianza di Padova.

  • In linea con i principi fondamentali del progetto tenda al fine di coordinare, nel contesto umano ed economico in continua evoluzione, l’emersione delle nuove povertà con l’approccio dei volontari al fine di una corretta ed idonea elaborazione delle strategie di conoscenza delle problematiche, della valutazione delle situazioni e della formulazione delle soluzioni, organizza il corso “Formare per trasformare”: come leggere le nuove povertà emergenti, quali strumenti per affrontare il gioco d’azzardo e le dipendenze.

  • Il merito di questo progetto è quello di aver creato un percorso itinerante che ha visto coinvolti 6 Comuni (Bagnolo di Po, Castelguglielmo, Lendinara, Lusia, San Bellino, Rovigo) e quattro Associazioni (Associazione UDITE, La Tenda onlus, Uguali..diversamente, UCID) al fine realizzare un momento di confronto e scambio tra Enti, Istituzioni, operatori sociali, volontari e cittadini su attività e temi di interesse pubblico nel nostro Polesine in un’ottica di legalità ed etica nelle attività quotidiane, sociali, sportive ed imprenditoriali, nonché promuovere conoscenza delle realtà presenti sul territorio che operano nel mondo sociale, imprenditoriale e sportivo. Tanti i temi affrontati (violenza contro le donne, legittima difesa, disabilità, disagio ed arte) con relatori di spicco nazionale (Pietro Calogero, Vittorio Sgarbi, Carmelo Ruberto e tanti altri) e a concludere una giornata di gare di nuoto per i ragazzi disabili! (Approfondimenti sulla pagine disabilità)

  • Ha realizzato nel 2016 il progetto “Viaggio nel digitale: andata e ritorno” che ha visto coinvolti giovani ed anziani (più di 30) in un percorso di scambio in cui i giovani hanno dato agli anziani conoscenze tecnologiche e viceversa gli anziani hanno dato le loro conoscenze in ambito storico, culinario e di lavori manuali (uncinetto, chiacchierino, forcella…). I giovani e gli anziani si sono sperimentati da una parte come volontari e dall’altra come oggetto dell’azione del volontario, un doppio ruolo che ha portato all’istaurarsi di una buona relazione faccia a faccia. Ha suscitato inoltre da parte di un gruppo di anziani il desiderio di impegnarsi in un’attività di volontariato, in particolare di creare un centro per anziani a Lendinara. L’Associazione si è mossa pertanto con il Comune di Lendinara, da quale ha avuto in comodato gratuito uno spazio, inaugurato a settembre 2017, dove gli anziani si sono formati attraverso il progetto ArgentoAttivo del CSV di Rovigo.

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